Vi è o meno un rapporto molto stretto tra arte moderna e arte antica?Si può negare o no che certe correnti o certi artisti moderni partano dall’antico?Per rispondere a questa domanda prendiamo come esempio l’arte greca: un qualcosa di sempre moderno alla fin fine, con il suo equilibrio perfetto, con la sua bellezza ed armonia come costante fissa nella civiltà occidentale. Ci ha sempre ispirato ed è senza dubbio nel nostro DNA. C’è chi è partito come base da ciò, e chi no: vediamo come si pongono gli artisti del Novecento . Il Novecento e le avanguardie sono fortemente anticlassiciste ad esempio. Questo bisogno di liberarsi dai canoni fissi del passato si fa molto sentire, in modo nuovo però, reinventando: Matisse e Picasso così riscoprono l’arte africana. Modigliani, tenendola come base, si lega all’arte cicladica. Oppure Bracusi si ricollega all’arte primitiva. Giacometti a quella etrusca. Paul Knee ha questa grande stilizzazione presa dalle pitture rupestri. Haring ha un delizioso sapore di arcaico e tribale. Canoni, regole, abitudini e anni di arte come base del moderno. Ma, allora, il rapporto di cui si parlava è vivo e pulsante. Quindi viene da pensare che l’arte ormai appartenga al passato. Gadamer ci dice però questo, cioè che l’arte è più viva che mai. Si recuperano sì schemi antichi, ma si attribuiscono loro significati nuovi, il senso è un altro, si apre e abbellisce con qualcosa di irripetibile quel cerchio che l’arte costituisce. Non è così? Buffo come l’arte moderna possa riscoprire questa bellezza antica in qualcosa di così eccezionalemente nuovo ma vecchio uno temporeNon per forza  un dipinto o un’opera moderna prende spunto da canoni e precetti antichi: possiamo anche avere un vero e proprio incontro tra questi due mondi, in cui non si capisce chi sia a contaminare di più l’altro. Ebbene è questo che hanno fatto il bergamasco il Baro ed il romano Hitnes. Entrando in dialogo con le pitture rupestri africane, e mettendo in campo l’urban art, si sono realizzate una serie di pietre dipinte e decorate ispirate a motivi sahariani, che davvero meritano di essere viste.  Un altro aspetto molto interessante è il contrasto tra queste due realtà: nessuna contaminazione, solo il semplice accostare. E’ quello che è avvenuto con la Wall art, che torna a farsi vedere in qualcosa di straordinariamente notevole. Mettendo a capo tre street artist della scena internazionale, vale a dire Ozmo, Gaia e 2501, il Distretto Culturale di Valle Camonica dà l’opportunità di creare, creare un qualcosa di nuovo, un nuovo capitolo. Ed ecco che nella Valle dei Segni, patrimonio UNESCO in cui sono presenti oltre 250mila iscrizoni rupestri, tutto ciò diventa realtà. Un luogo così ricco di storia che si abbellisce in questo modo. Riferendoci al primo esempio, abbiamo visto come spesso dai graffiti preistorici si passasse a quelli moderni. Ci sono delle differenze?PREISTORICIMODERNILUOGOSulle pareti delle proprie abitazioni(grotte o caverne)Sulle pareti di edifici pubblici e privati della cittàINTENTOFunzione narrativa e propizatoriaAtti di denuncia e contestazioni di carattere etico e socio-politicoArte moderna e arte antica hanno così tanto da condividere, e noi non abbiamo che spunti continui per rimanere impressionati e appasionarci a questa magnifica espressione, l’arte.

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